giovedì 25 febbraio 2016

25/02/16 - ADNKRONOS - EGITTO: STUCCHI, SU REGENI INACCETTABILI DEPISTAGGI DAL CAIRO

"Arrivano ricostruzioni fantasiose che fanno arrabbiare, maldestri e inaccettabili tentativi di dare verità di comodo sulla vicenda Regeni". Il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell'audizione del sottosegretario con delega ai servizi, Marco Minniti fa il punto sulla vicenda del giovane ricercartore italiano uccisio al Cairo. Per Stucchi "c'è la necessità che i nostri poliziotti e carabinieri sul posto ottengano tutte le prove audio e video, nonché notizie sugli ultimi contatti e movimenti di Regeni". Stucchi ha poi ripetuto che il ricercatore friulano "non aveva alcun rapporto con i servizi". "Affermarlo è un offesa alla sua memoria", ribadisce il numero uno del Copasir, che sottolinea "come non ci sia neanche motivo di asserire che il suo lavoro possa essere stato mal interpretato". "Se le autorità egiziane lo hanno pensato - conclude il senatore leghista - hanno sbagliato di grosso, anche perché quello che produceva il giovane ricercatore era materiale 'open', rintracciabile sul internet".

25/02/16 - ADNKRONOS - LIBIA: STUCCHI (COPASIR), ANCHE OPZIONE MILITARE TRA LE IPOTESI =

"Lunedì vederemo se ci sarà il via libera al nuovo governo, ma occorre prepararsi ad adottare soluzioni alternative, non escludendo anche quella militare". Per Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, lo scenario libico che emerge alla luce di quanto discusso oggi con Marco Minniti, il sottosegretario con delega all'Intelligence ascoltato dal Comitato, continua ad essere aperto. "Non è possibile - spiega Stucchi - che la situazione si risolva con il solo contributo delle forze politiche locali, con quelle forze che sono in questo momento nel paese". Per Stucchi, inoltre, l'ipotesi avanzata in questi giorni di una possibile tripartizione del paese in tre zone "non è una cosa da sostenere".

giovedì 18 febbraio 2016

18/02/16 - ADNKRONOS - EGITTO: STUCCHI, SU REGENI SERVE COLLABORAZIONE, AL CAIRO MOLTI ERRORI

Per Stucchi "non è tanto una questione di intelligence, il problema è capire che tipo di collaborazione sono disposti a garantire le forze di polizia e l'autorità giudiziaria locali ai nostri investigatori che sono in Egitto per sapere quello che è successo". Nel corso dell'audizione il capo degli 007 "ha confermato come Regeni non avesse alcuna collaborazione con le nostre agenzie di intelligence", ha agiunto il senatore leghista. Non è esclusa, invece, la possibilità che le ricerche che il giovane italiano stava conducendo al Cairo siano state utilizzato da altri: "Ma si tratta di illazioni - ha sottolineato Stucchi - . Del resto tutti quelli che scrivono report su paesi in cui ci sono situazioni tanto delicate possono attirare l'attenzione di tanti soggetti, anche di servizi. Ma si tratta in ogni caso di fonti aperte, non classificate, reperibili facilmente su internet". Stucchi ha ricordato come "Manenti ha ricostruito, giorno per giorno, anzi ora per ora, la cronologia degli avvenimenti", ripercorrendo "quanto accaduto dal momento della scomparsa di Regeni a quello del ritrovamento del corpo, nonché i contatti e le informazioni avute dall'ambasciata italiana e dai servizi". Mentre sul fatto che lo stesso direttore dell'Aise fosse in Egitto proprio in quelle ore, è stato lo stesso Stucchi a confermare come quel viaggio era in agenda da prima che scoppiasse il caso Regeni.

18/02/16 - ADNKRONOS - SERVIZI: STUCCHI, NESSUNA RESA DEI CONTI ALL'AISE

"Non ci sono stati 80 casi, come detto da qualcuno, ma sono molti di meno, diciamo un terzo: alcuni uomini della nostra intelligence sono state tolti dai ruoli che ricoprivano, per scelte motivate, con motivazioni corrette, nel rispetto delle norme". Al termine dell'audizione di Alberto Manenti, direttore dell'Aise, l'agenzia Informazioni e Sicurezza esterna, il presidente del Copasir Giacomo Stucchi ripercorre la vicenda che i media hanno rilanciato in questi giorni, parlando di una sorta di resa dei conti all'interno dei servizi italiani e dell'Aise in particolare. Resa dei conti che Stucchi esclude: "Si è trattato di un nuovo assestamento dell'Aise dovuto alla sostituzione di alcune persone", ha tagliato corto il presidente del Comitato parlamentare di controllo dei servizi.

giovedì 28 gennaio 2016

28/01/16 - IL VELINO - CASO CARRAI, STUCCHI: PARERE COPASIR "POLITICAMENTE IMPEGNATIVO". "NO" SI TRADUCE IN DISSENSO MAGGIORANZA

“Se il governo deciderà di seguire la strada dell’ufficio specifico per la cyber e ne determinerà la struttura dovrà necessariamente passare tramite un decreto di Palazzo Chigi. Su quel decreto il Comitato sarà chiamato a dare il suo parere e ad esprimere le relative osservazioni”. Così al Velino il presidente del Copasir Giacomo Stucchi in merito al caso Carrai e all’audizione che si è svolta ieri del direttore del Dis Giampiero Massolo. Questione su cui – da quanto apprende il Velino - anche oggi è stato dedicato un passaggio chiedendo che Renzi o l’autorità delegata del Governo, nella persona di Marco Minniti, venga a riferire in Comitato. Le osservazioni del Copasir in merito alla questione “non sono vincolanti – spiega ancora Stucchi, ma di certo politicamente impegnative. Dato che – precisa ancora - un parere negativo comporterebbe una serie di ripercussioni politiche non indifferenti”. L’ok del Copasir alla proposta del governo dovrebbe infatti passare almeno per sei voti “il che vuol dire – continua il presidente - che in caso di parere negativo qualcuno della maggioranza non condivide le scelte del governo”. “Ci aspettiamo – conclude Stucchi - di capire le prossime settimane le intenzioni concrete del governo. Minniti verrà a riferire, nel momento in cui ci sarà lo schema di decreto, a spiegarne i contenuti”.

venerdì 15 gennaio 2016

14/01/16 - AGENPARL - BERGAMO, STUCCHI: INTERROGAZIONE AL GOVERNO SU MOSCHEA

Il senatore Giacomo Stucchi ha presentato un a interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interni su moschea a Bergamo. Si legge testualmente nell’interrogazione che la Quatar charity foundation (Qcf) ha deciso di destinare 5 milioni di euro- finiti sui conti correnti della comunità islamica di via Cenisio a Bergamo- per finanziare un progetto che prevede la costruzione del centro islamico più grande e importante d’Italia in un’area di via San Fermo a Bergamo; oltre ad una moschea, il progetto comprende scuole, biblioteche e molti altri servizi per le persone di religione islamica residenti a Bergamo; lo scorso 22 dicembre la Digos e la Guardia di Finanza ha sequestrato il cantiere avviato in via San Fermo, dall’ex numero uno del centro islamico, a seguito di un’inchiesta per appropriazione indebita che lo vede indagato, scaturita da una denuncia presentata dai nuovi responsabili del centro di via Cenisio; alla luce di tali ultimi eventi, l’alternativa individuata dalla comunità islamica di via Cenisio al progetto di via San Fermo sia l’utilizzo di un terreno di circa 10 mila metri quadrati, la cui dimensione anche in questo caso, appare spropositata e ingiustificabile, in relazione al numero dei cittadini di religione islamica presenti a Bergamo; all’interno della comunità islamica, fra i componenti della stessa, vi è quindi una forte tensione, che si aggiunge a quella della popolazione bergamasca che manifesta viva e forte contrarietà alla costruzione di un simile luogo di culto, dalle dimensioni esagerate e preoccupanti. Il senatore Stucchi ha quindi chiesto quali iniziative urgenti voglia intraprendere il Governo affinchè si faccia chiarezza sulle effettive intenzioni della comunità islamica di Bergamo e sulla origine dei fondi messi a disposizione per la realizzazione della moschea, anche in ragione della delicata situazione della sicurezza dei cittadini, nonchè delle inchieste giudiziarie che vedono coinvolti personaggi della stessa comunità”.

giovedì 14 gennaio 2016

14/01/16 - AGI - LIBIA: STUCCHI (COPASIR), NON SI PUO' PRESCINDERE DA INTERVENTO

"L'Italia deve intervenire assieme a tutti gli altri attori occidentali che hanno la capacita' di comprendere che oggi il problema prioritario ai confini europei e' proprio la Libia. Non possiamo prescindere da un intervento". Lo ha detto Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, a Sky TG24. "Se noi - ha proseguito - rimaniamo troppo ad osservare e accettiamo che la logica del tempo possa portare a superare quelle che sono le problematiche presenti in Libia, siamo anche coloro che sentono su di se' la responsabilita' di quello che accade in termini di vite umane, che ogni giorno vengono perse. Non possiamo continuare a far finta di non vedere: ogni giorno che passa nell'attesa che si trovi un accordo e comunque ogni giorno in cui l'Isis in quelle zone impera, comporta la morte di qualcuno e la perdita di vite umane, questo per me e' inaccettabile. Si consente ai terroristi di fare delle azioni sia in territorio libico che siriano - ha concluso - ma non si fa quella giusta reazione che invece darebbe un segnale importante alla comunita' internazionale, che serve a compattarla".