giovedì 7 luglio 2016

07/07/16 - ANSA - BANGLADESH: STUCCHI, NON VEDO FERMA CONDANNA DA COMUNITA' ISLAM

"Noi sappiamo che non c'è omogeneità di giudizio tra le comunità musulmane e soprattutto non c'è la stessa linea di pensiero e purtroppo non c'è, o per lo meno non ho visto, nessuna presa di posizione forte, ferma e determinata che in modo unitario condanni quello che è successo. Questo deve far riflettere tutti". Lo ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine della riunione del Comitato, rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto se condivide l'appello lanciato oggi dal ministro degli Esteri, Gentiloni, alla comunità musulmana ad impegnarsi contro il terrorismo.

07/07/16 - ANSA - BANGLADESH: STUCCHI (COPASIR), SI LAVORA SU PIU' 007 ALL'ESTERO

Bisogna lavorare per implementare la sicurezza dei nostri cittadini e i metodi per garantirli" e in quest'ottica "è stato informato il Comitato sul fatto che è stata avviata una procedura, un'analisi che porterà a ridefinire determinate situazione di allerta in paesi all'estero". Lo ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi al termine dell'audizione del direttore generale del Dis, Alessandro Pansa. L'ordine del giorno della riunione del comitato è stato aggiornato e allargato ai recenti attentati di Istanbul e soprattutto Dacca, in Bangladesh, dove sono morte 20 persone, tra cui 9 italiani. Ed è stato riferito che si ritiene sia di Daesh la 'firma' dell'attentato a Dacca, come d'altra parte ha dichiarato anche il ministro degli Esteri in Parlamento. Una situazione rispetto alla quale gli apparati di sicurezza stanno valutando un innalzamento dei presidi e della presenza di 007 in alcune zone estere. "I Paesi - ha riferito Stucchi - verranno attenzionati nuovamente, verranno analizzati: parlo ovviamente di paesi che notoriamente sono problematici e potrebbero avere ripercussioni perché vi è una presenza forte o comunque preoccupante di tipo islamista, a prescindere dalla loro grandezza e dalla presenza di una nutrita comunità occidentale o italiana".

07/07/16 - ANSA - TERRORISMO: STUCCHI (COPASIR), AUMENTARE PRESENZA 007 ALL'ESTERO

 "Bisogna lavorare per implementare la sicurezza dei nostri cittadini all'estero e i metodi per garantirla". Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, riassume cosi' uno degli elementi emersi dall'audizione di Alessandro Pansa, nuovo direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. "Si e' parlato diffusamente degli attentati di Istanbul e, ovviamente, di Dacca", ha spiegato Stucchi: "nel mirino del Daesh ci sono gli occidentali in genere, in quanto 'infedeli', ma certo l'Holey Artisan Bakery era un locale che si sapeva molto frequentato anche dagli italiani. E in certi contesti, persino la semplice presenza in esercizi di famose catene occidentali, espressione di modelli e stili di vita invisi agli integralisti, puo' finire con il sommare pericolo a pericolo". "Ci sono Paesi da sempre piu' a rischio di altri - ha ricordato il presidente del Copasir - per la forte componente islamista o la presenza di consistenti comunita' occidentali ed altri come il Bangladesh che prima venivano giudicati, magari erroneamente, meno pericolosi di altri e che adesso bisogna riconsiderare: e' stata avviata per questo a livello di intelligence tutta una attenta attivita' di valutazione che, una volta esaurita, si tradurra' in misure mirate", con una maggiore presenza di 007 all'estero in aree o comunita' teoricamente piu'' esposte alla minaccia terroristica.

martedì 5 luglio 2016

05/07/16 - ANSA - BANGLADESH: STUCCHI, DA GOVERNO PIU' FONDI A 007 E FORZE ORDINE

"Intelligence, forze del'ordine e magistratura svolgono un ottimo lavoro contro il terrorismo, ma il pericolo aumenta ogni giorno e serve dunque un ulteriore sforzo che deve essere supportato dal Governo se si vuole combattere ad armi pari questa battaglia". Lo ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, nel corso di SkyT g24, commentando i rischi per l'Italia dopo la strage di Dacca. L'attacco in Bangladesh, spiega Stucchi, "e' contro gli occidentali, quindi dobbiamo preoccuparci anche in casa nostra. Finora e' stato garantito un livello di sicurezza accettabile, ma la sfida e' ardua. Quotidianamente vengono individuati nuovi rischi che si sommano a quelli gia' esistenti e si allarga la platea dei soggetti da controllare". "E' impossibile - conclude - la sicurezza assoluta, ma occorre garantire la massima sicurezza possibile e per farlo il Governo deve mettere a disposizione ulteriori risorse, mezzi e personale da impiegare nella battaglia. La sicurezza si gioca anche usando in modo adeguato le risorse a disposizione".

lunedì 4 luglio 2016

04/07/16 - ANSA - "IMPOSSIBILE GARANTIRE SICUREZZA ASSOLUTA MA LA PAURA E' INUTILE"

"Non è da escludere che l'obiettivo fosse proprio colpire appartenenti alla comunità italiana, anche se non mi sento in questo momento di confermarlo in via definitiva. Quel locale era frequentato da occidentali e in particolare dagli italiani. Che solitamente ce ne fossero tanti in quel posto era noto". Lo afferma il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, in un'intervista al QN. "Vogliono colpire un Paese attaccando i suoi cittadini, indipendentemente che questo avvenga a Dacca, a Bagdad, a Roma o a Milano. Uccidendo lanciano un segnale", osserva Stucchi. "Noi, i francesi, gli americani e i belgi ai loro occhi siamo infedeli. La vita di un italiano vale nel momento in cui gli viene tolta. Il messaggio è: non siete sicuri, vi colpiamo dove e quando vogliamo". "In Italia abbiamo un sistema che per fortuna, ma soprattutto per l'impegno dell'intelligence e delle forze dell'ordine e, a valle, della magistratura, finora ha permesso di tenere sotto controllo la situazione". Tuttavia, rileva Stucchi, "bisogna avere il coraggio di dire che una situazione di sicurezza assoluta non è possibile garantirla. Non bisogna illudere nessuno affermando che non accadrà assolutamente nulla, ma neppure cadere nella paura paralizzante dell'attentato incombente. Si deve capire che la situazione è cambiata rispetto a qualche anno fa e che in termini di sicurezza oggi siamo scesi probabilmente di un livello. Anche le nostre abitudini, pur non dovendole mutare in modo radicale, sono state condizionate".

domenica 3 luglio 2016

03/07/16 - ANSA - IL PRESIDENTE DEL COPASIR, C'E' UNA GARA A CHI FA PIU' VITTIME

 "E' un bene che in Iraq, in Siria, e ora anche in Libia si stia riducendo l'area di influenza dell'Isis, ma il contraccolpo, da quanto ci dicono i servizi segreti, è evidente. Il Califfo non chiama più i foreign fighters a combattere da loro, ma li invita a colpire dovunque si trovino. Al limite, l'indicazione che hanno è di spostarsi in Occidente. E il primo obiettivo restano gli infedeli. Cioè noi. Stanno tornando alle origini, agli attacchi suicidi". Così il presidente del Copasir Giacomo Stucchi in un'intervista alla Stampa. "L'Isis ha cambiato strategia. Dal conflitto simmetrico, tra eserciti, in campo aperto, stanno passando a un conflitto asimmetrico. Pochi uomini che si immolano per ottenere un risultato enorme", spiega Stucchi. "Piuttosto che perdere dieci miliziani in battaglia, meglio mandare uno o due aspiranti suicidi a colpire un obiettivo facile, con tanta gente innocente. E meglio ancora se occidentali. Così è garantita un'eco mondiale, devastante per l'opinione pubblica". "Il passaggio di Daesh alla seconda fase, se possibile, preoccupa ancor più di prima, perché s'è visto che potrebbe esserci tanta gente che simpatizza per loro, e poi perché colpiscono sempre più spesso obiettivi facili, i cosiddetti 'soft target'", prosegue Stucchi. Guardando all'Italia, "se i luoghi a rischio, gli 'hard target', sono più o meno presidiati, i 'soft target' sono troppi. Impossibile presidiare ogni ristorante, bar, cinema, piazza di paese. Così è diventata una lotta impari". "Ai nostri servizi risulta che è in corso una sorta di gara a chi fa più danni", evidenzia Stucchi. Gli aspiranti suicidi sognano di sterminare più infedeli che possono, e allo stesso tempo sperano che il loro nome venga ricordato per l'eternità come quelli che hanno ucciso più di tutti".

03/07/16 - ASKANEWS - "SITUAZIONE SEMPRE PIU' GRAVE, SCELGONO I SOFT TARGET"

" Lo Stato islamico sta passando ad una "seconda fase" e "la situazione è sempre più grave" e "deve spaventare". Lo dice il presidente del Copasir Giacomo Stucchi (Lega) in una intervista alla Stampa. "Dobbiamo essere realisti. La situazione è sempre più grave". Vero che l'Is sta perdendo posizioni nei territori che controlla, a cominciare da Siria e Iraq ma "stanno tornando alle origini, agli attacchi suicidi". In altre parole, "piuttosto che perdere dieci miliziani in battaglia, meglio mandare uno o due aspiranti suicidi a colpire un obiettivo facile, con tanta gente innocente. E meglio ancora se occidentali". "Il che - prosegue - per venire all'Italia, ci deve spaventare: se i luoghi a rischio, gli hard target, sono presidiati, i soft target sono troppi. Impossibile presidiare ogni ristorante, bar, cinema, piazza di paese. Così è diventata una lotta impari".