martedì 22 novembre 2016

22/11/16 - AGI - GIUBILEO: STUCCHI, RUOLO CHIAVE 007 NEL GARANTIRE SICUREZZA

"Se l'Italia e' riuscita a garantire in modo cosi' efficace la sicurezza di Expo e Giubileo, il merito e' in buona parte anche della nostra intelligence". Giacomo Stucchi, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, analizza con l'AGI i motivi del "percorso netto" rivendicato stamattina con orgoglio dal ministro dell'Interno per due grandi eventi destinati in teoria ad aumentare l'esposizione al rischio del Paese. "Alfano fa bene a lodare gli operatori delle forze dell'ordine, che ricoprono un ruolo fondamentale - premette Stucchi -, io tengo a sottolineare il contributo importante assicurato dai nostri 007, uomini e donne chiamati ad operare in contesti difficili, che svolgono il loro lavoro in silenzio, lontano dalle luci dei riflettori. Puo' apparire un paradosso, ma i risultati della prevenzione per loro stessa natura non si vedono, e quando non accade nulla non ci si chiede il perche', si dimentica tutta la fatica che c'e' dietro. E il caso, o la fortuna, non c'entrano nulla"."Con il Giubileo - spiega il presidente del Copasir - e' stato sostanzialmente riproposto il modello Expo, che era risultato vincente: ci sono state tutta una serie di situazioni che potevano risultare delicate alla vigilia - mi riferisco ad esempio a visite di Stato, a incontri con personalita' importanti, a forti esposizioni del Santo Padre - ma che affrontate con metodo e professionalita' sono state gestite nel migliore dei modi e senza allarmi particolari. Naturalmente - conclude Stucchi - siamo felici che tutto sia andato per il verso giusto, ma ora niente e nessuno ci autorizzano ad abbassare la guardia. Giusto pochi giorni fa abbiamo avuto in audizione il direttore dell'Aisi, Mario Parente, che ci ha confermato come sia stata ulteriormente incrementata l'attenzione su tutta una serie di luoghi e situazioni. Senza dimenticare che quasi tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che le ultime sconfitte militari dell'Isis rischiano di tradursi in un nuovo impulso all'attivita' asimmetrica, ovvero nel tentativo di mettere a segno nuovi attentati in Occidente".

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